2015 – Senza Respiro

Senza Respiro

rassegna teatro scuola 2015 senza respiro04 Giugno 2015

Si comincia letteralmente camminando, come se si tornasse bambini, come per imparare tutto per la prima volta: a camminare, a giocare, a ridere, a gridare, a piangere, a fidarsi, a lasciarsi andare… E così inizia il viaggio…

Questo concetto ritorna anche nell’acronimo STEP (Scuola Teatro Educazione Portogruaro) che identifica la Seconda Rassegna di Teatro Scuola, curata da Artivarti, dal titolo Senza Respiro, e che significa proprio ‘passo’: il primo passo anche di un nuovo evento culturale per la città ad opera di tutti gli Istituti Superiori di Portogruaro.

La giornata finale di un lavoro durato quasi tutto l’anno scolastico, sotto la guida degli operatori di Artivarti, consiste nella rappresentazione al Teatro comunale L. Russolo degli spettacoli che i ragazzi hanno prodotto in maniera del tutto originale durante i laboratori, attraverso le attività di gioco, di improvvisazione, di scrittura, di scambio, mediate e guidate dal progressivo apprendimento delle tecniche sull’uso della voce, sulla percezione del corpo e dello spazio, sull’espressione, e quindi sulla conoscenza consapevole, delle emozioni. Si tratta di una intera giornata loro dedicata: una mattina di esibizione per i compagni, un pomeriggio di approfondimento, con la partecipazione a un laboratorio tenuto da Ferruccio Merisi, drammaturgo, regista e insegnante di teatro, e un salotto teatrale di riflessione sul senso di ciò che ciascuno studente ha prodotto e ha ricevuto dall’esperienza svolta, guidato da Filiberto Segatto, regista e docente di teatro educazione, e infine una serata, come per gli attori veri, in cui ci si mette in gioco davanti al pubblico.

 

Ma lasciamo spazio ai veri protagonisti, alle loro parole, ai loro passi…

Provavo un po’ di vergogna a dovermi mostrare a persone estranee… E poi quelle persone si sono rivelate tra le più belle che io abbia conosciuto. C’è stata la felicità, la spontaneità, il divertimento, il conoscersi e conoscere, ma anche il pianto, la commozione, l’essere dispiaciuti per sentirsi meno notati o perché le cose non venivano come si voleva. Piano piano tutto ha avuto il suo perché e adesso che il venerdì ho quelle due ore libere in più, non so che farmene. In questo progetto siamo cresciuti insieme e io il prossimo anno spero di crescere ancora un po’, con quelle persone e con le nuove. Per me il teatro è stato questo, e anche molto di più, ma non mi dilungo per non rovinare con delle semplici parole qualcosa che mi ha dato tanto!  Chiara

Volevo segnalare due frasi pronunciate al “salotto”, rispettivamente di Enrico ed Eleonora, che mi sono rimaste impresse. Le trovo bellissime: “Ho imparato a recitare me stesso” e “È come se la vita sul palcoscenico fosse più vera di quella che c’è là fuori”. Sarebbe un peccato che venissero dimenticate.

Quanto a me, non credo che una frase basterebbe a riassumere questi due anni. Le parole sono la mia passione, ma in questo caso mi mancano. Finirò per dire qualcosa di banale come che scegliere di intraprendere questo percorso si è rivelata la decisione migliore che potessi prendere. Mi ha fatto scoprire la passione per il teatro, e mi rattrista pensare che potrei non partecipare più a uno spettacolo e a tutto quel che ci sta dietro. Cerco di dirmi che non deve per forza andare così. Non deve per forza finire qua, anche se mi sembra la cosa più probabile.

Ma non ho scoperto solo una nuova passione. Ho scoperto anche una nuova famiglia. Scoperto, e non costruito: come se fosse da sempre lì ad aspettarmi. Mi ha fatto sentire accettata e apprezzata per come sono; non è poco. Mi terrorizza l’idea di perdere contatto anche con quella. Ora come ora, sono terrorizzata un po’ da tutto. Sarà l’età, sarà il periodo. Roberta

… ho sempre voluto reinventare il mondo, modificarlo, riavvolgere il nastro, riscrivere la storia. Io ce l’ho fatta, me ne è stata data la possibilità: nel vario luogo del teatro, dove tutto è possibile, non ho solo ricostruito il mondo, ma ho riscritto me stesso, trovando nuove strade dentro me. Questo è stato il mio percorso teatrale, ho conosciuto persone che mi hanno fatto nascere nuovi sentimenti, prima assopiti, rimossi, negati e dimenticati, persone che mi hanno intenerito il cuore, il cui ricordo resterà sempre nella mia mente. Ho ritrovato l’adrenalina della recitazione, l’ansia prima della scena, le grida di gioia di quando si è sul palco, la soddisfazione che pervade nel dolce suono degli applausi, quando tutto diviene degli attori, quando non c’è realtà che conta se non quella del teatro, quando stringendo forte a te una persona sulle note di una canzone si diventa un tutt’uno, una sola cosa, quando tutto il grigio della vita e del mondo viene spazzato via in quell’abbraccio cosi dolce e unico, e questo accade solo a teatro! Solo con loro! Solo tra noi! Andrea

Il bello del teatro è sentirsi a casa, e quindi parte di una grande famiglia a cui vuoi bene, e che ti vuole bene. È un modo per trovare se stessi, o semplicemente ritrovarsi. È un’opportunità per sentirsi amati e apprezzati e di dare tutti se stessi per qualcosa di meraviglioso.

Il teatro è vita. Irene

È stato un po’ come vivere davvero per la prima volta, rinascere; il teatro per me è l’unica possibilità di passare dall’essere persona all’essere, senza paura, me stessa. Grazie mille a voi e al tempo speso per insegnarci quest’arte meravigliosa, l’arte di essere noi stessi, di dimostrare la nostra autenticità. Greta

… l’immagine giusta mi è scoppiata in mente durante il salotto teatrale avvenuto il giorno degli spettacoli: affrontare questo percorso è stato come entrare in uno specchio e vedermi davvero, per la prima volta, intera, dalla prospettiva di chi mi guarda e non è me,… Entrando ogni venerdì nella palestra dove si teneva il laboratorio, ho sempre avuto la chiara impressione di entrare nella realtà e lasciare alle mie spalle lo schematismo e la finzione della vita comune. Emma

il teatro aiuta ad aprire la mente e la fantasia e aiuta tantissimo con le relazioni e non è scontato provare queste emozioni. Vi ringrazio per avermi fatto divertire e crescere con questa esperienza. Alessia

Che bella parola “teatro”, solo a dirla mi emoziono e quella che ho provato è stata un’esperienza indimenticabile per i compagni, le amicizie che si sono create, gli insegnati, le innumerevoli prove e infine la rassegna. Tutto era perfetto nelle sue imperfezioni. Desirée